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Mutui, un ottimo momento per comprare casa…

Il 2015 sarà ricordato sicuramente come l’inizio della lunga discesa dei tassi di interesse applicati ai mutui che, complici le misure messe in atto dalla Bce, sono arrivati a livelli minimi. Per chi dispone di un capitale iniziale, è davvero un ottimo momento per comprare casa. Ma a offuscare l’idilliaco panorama c’è la debolezza reddituale e occupazionale delle famiglie italiane, oltre al problema preoccupante degli immobili a garanzia del credito deteriorato.

Quantitative easing ed Euribor sottozero

Con il compito di rilanciare l’economia e far risalire l’inflazione, la Banca centrale europea a marzo ha dato inizio a un programma di acquisto massiccio di titoli di Stato, conosciuto come Quantitative easing. L’iniezione di liquidità ha spinto le banche, con le spalle ben coperte, a riaprire i rubinetti del credito, ormai chiusi da tempo. I tassi di interesse bassi applicati dalla Bce hanno fatto raggiungere livelli minimi anche all’Euribor – principale indicatore di riferimento per i mutui a tasso variabile – che per la prima volta è sceso in terreno negativo.

Tassi mai così bassi ed erogazioni in aumento

La conseguenza è stata una discesa dei tassi di interesse applicati dalle banche, che complici un euribor negativo e uno spread ridotto, hanno raggiunto i livelli più bassi dal 2010. Per difendersi dalla possibilità di dover sottrarre l’euribor allo spread per il calcolo dei tassi, alcune banche hanno aggiunto una clausola ai nuovi contratti: “Il tasso applicato non potrà essere inferiore allo spread”.

Oltre ai numeri da vero e proprio boom dell’Abi (Associazione bancari italiani), anche i notai, secondo i dati diffusi dall’Istat, certificano un forte aumento delle erogazioni. Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, si è registrato un forte aumento (+23,1%) rispetto allo scorso anno.

Il grande favorito è il tasso fisso, mentre un’importante percentuale (circa il 65% del totale secondo i dati di MutuiOnline) dei mutui erogati è costituita da surroghe e sostituzioni. Non a caso, secondo un’analisi di idealista, rinegoziare un mutuo, può portare a risparmi che raggiungono anche il 20% per i mutui a tasso fisso e il 13% nel caso di mutui a tasso variabile stipulati nel 2012.

L’erogazioni in aumento seguono una domanda molto vivace che, secondo il barametro Crif, è cresciuta del 42,2% nei primi 11 mesi dell’anno. Se cresce la domanda, diminuisce invece l’importo medio richiesto: una dinamica riconducibile sia al calo dei prezzi, sia all’incertezza economica e alla debolezza reddituale e occupazionale delle famiglie italiane. Se l’erogazione aumentano, infatti, le banche continuano a prediligere profili cretizi affidabili, che siano in grado di supportare il rimborso delle rate sul lungo periodo. Questo nonostante il successo di piani di supporto, come il fondo prima casa per le giovani coppie.

Il problema delle sofferenze bancarie

Accanto all’incertezza economica, un problema che offusca il panorama del credito è sicuramente quello delle sofferenze bancarie. Come evidenziato da Dondi, direttore generale di Nomisma, infatti, “il problema degli immobili a garanzia del credito deteriorato è di proporzioni enormi e potrebbe avere effetti sul mercato”.

Le banche entrano nell’intermediazione immobiliare

Non solo mutui per le banche. Il 2015 sarà ricordato sicuramente anche per l’ingresso di due grandi istituti bancari nel mondo dell’intermediazione immobiliare, con la nascita di Unicredit Subito Casa e Intesa San Paolo Casa.

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